L'assetto lipidico

(Foto: Gastone Sabbadini)

Valutare l'assetto lipidico significa eseguire un prelievo di sangue per misurare la concentrazione deigrassi nel sangue. I più importanti grassi presenti nel sangue sono il colesterolo ed i trigliceridi, per cui l'assetto lipidico include i valori della colesterolemia e della trigliceridemia.
Si parla di ipercolesterolemia quando il livello del colesterolo nel sangue è troppo alto; numerosi studi hanno dimostrato una stretta relazione tra i valori di colesterolo nel sangue ed il rischio di infarto. In particolare, si è notato che il rischio è serio quando il colesterolo supera i 200 mg/100 ml, per diventare molto serio per valori oltre i 240 mg/100 ml. Allo stesso modo, ipertrigliceridemia significa che nel sangue vi è un aumento della quantità di trigliceridi e ciò si verifica quando i valori di questi grassi sono al di sopra dei 150 mg/100 ml; oltre i 200 mg/100 ml, l'aumento va considerato preoccupante.
In realtà, accanto alla colesterolemia ed alla trigliceridemia, lo studio dell'assetto lipidico prevede anche la misurazione dei 2 tipi di colesterolo che compongono il colesterolo totale: quello "buono" (chiamato anche colesterolo HDL) che non danneggia ma anzi protegge la parete delle arterie ed i cui valori è bene siano superiori a 35-40 mg/100 ml nell'uomo ed a 45-50 mg/100 ml nella donna, e quello "cattivo" (chiamato anche colesterolo LDL) che invece è dannoso e responsabile dell'aterosclerosi ed i cui valori è bene siano inferiori a 130 mg/100 ml (od, ancor meglio, a 100 mg/100 ml).
I fattori che possono influenzare la quantità di colesterolo presente nel sangue sono numerosi. A parte il fattore genetico-ereditario, quello che maggiormente incide sulla colesterolemia è la dieta: infatti l'eccesso di calorie e gli alimenti che contengono percentuali elevate di grassi saturi sono i massimi responsabili dell'aumento del colesterolo nel sangue (in linea di massima, il discorso fatto per il colesterolo è valido anche per i trigliceridi). Tuttavia, anche la vita sedentaria, l'obesità, il fumo di sigaretta, il caffè, il diabete e la pressione alta possono interferire negativamente.
Gli alimenti che contengono molto colesterolo sono:
  • la carne suina e bovina e parti come il cervello, il fegato e la trippa
  • formaggi, il latte intero, l'uovo e la maionese
  • i grassi animali come il burro, il lardo e lo strutto
  • i frutti di mare ed il caviale
Quelli che contengono poco colesterolo sono:
  • la carne di pollo e di coniglio
  • il latte scremato
  • la sogliola, il branzino, la trota ed il merluzzo
Al contrario, non contengono colesterolo:
  • la frutta, la verdura e la patata
  • i cereali ed i loro derivati
Ma quali sono le regole dietetiche da seguire per normalizzare i grassi nel sangue?
Il modo ideale è seguire la dieta mediterranea, prima difesa contro questi "killer" del cuore, dieta che tutto il mondo ci invidia e che proprio noi italiani stiamo abbandonando. Nei casi più gravi, invece, bisogna ricorrere anche ai farmaci, che vanno assunti in maniera continuativa per tutta la vita.
Ecco alcune indicazioni utili per una sana alimentazione:
  • Il 50% circa delle calorie totali giornaliere deve essere fornito da carboidrati. Utilizzare i carboidrati complessi (pane, pasta, riso), evitare il più possibile quelli semplici (zucchero raffinato, dolci, ecc).
  • Il 30% delle calorie può essere fornito dai grassi. Utilizzare preferibilmente quelli di origine vegetale (olio di mais e d'oliva), evitare il più possibile quelli di origine animale (burro ed affini).
  • Bilanciare l'apporto proteico complessivo (20% delle calorie totali) tra proteine vegetali (legumi) ed animali (carne), dando la preferenza al pesce od a carni magre tipo petto di pollo.
  • Mangiare cibi ricchi in fibre (frutta e verdura).
  • Condire con olio di mais e d'oliva senza peraltro abusarne (perché tutti gli oli hanno un altissimo contenuto calorico!).
  • Preparare sughi sani (pomodoro, aromi, olio d'oliva e vegetali), evitando di soffriggere.
  • Evitare di friggere o di riutilizzare l'olio fritto.
  • Utilizzare poco sale.
  • Utilizzare il vino con moderazione e solo ai pasti, evitando i superalcolici.
  • Correggere le cattive abitudini alimentari gradualmente.
  • Frazionare i pasti nella giornata (almeno 3: colazione, pranzo e cena).
  • Evitare le diete monotone.
Va ricordato che alcuni grassi vegetali (l'acido linoleico presente nell'olio di mais, l'acido oleico presente nell'olio di oliva extravergine) ed animali (acidi grassi omega 3 presenti nell'olio di pesce), sostanze vegetali come fitosteroli (presenti negli oli vegetali di mais, di arachidi, di soia raffinato, di oliva raffinato, nei legumi come piselli, fagioli e nella frutta secca tipo arachidi, mandorle, noci) possono contribuire alla riduzione della colesterolemia e della trigliceridemia
Infine, le regole di una sana alimentazione dovrebbero essere seguite da tutta la famiglia!
Quando controllare l'assetto lipidico?
In linea di massima, in chi ha un assetto lipidico normale, è in buona salute, è fisicamente attivo e segue una dieta sana ed equilibrata i controlli possono essere effettuati anche ogni 5 anni. Se invece l'assetto lipidico è alterato oppure è nella norma ma ci sono altri fattori di rischio cardiovascolare, allora è necessario controllarlo ogni anno. Infine, nei pazienti già colpiti da malattie cardiovascolari (infarto, ictus), in quelli con valori preoccupanti di grassi nel sangue o in chi è in terapia farmacologica per tale motivo possono rendersi necessari controlli più ravvicinati nel tempo.

dr. Gastone Sabbadini
Cardiologo e Ricercatore Universitario



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