IL TABAGISMO

Il tabagismo è la prima causa di morte evitabile che in più di mezzo secolo ha ucciso 60.000.000 di persone. I fumatori nel modo sono 1 miliardo e 200 mila. I decessi fumo correlati sono 4,8 milioni l'anno. Nel Friuli Venezia Giulia i fumatori rappresentano il 31% della popolazione ugualmente distribuito tra maschi e femmine.
Il fumo di tabacco incide sia sulla durata della vita, (per ogni settimana di fumo si perde un giorno di vita) che sulla qualità, (sono state identificate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità 27 malattie fumo correlate). La gravità del danno dipende: dal numero di sigarette fumate, anni di fumo, età d'inizio, inalazione più o meno profonda. Dalla combustione della sigaretta si sprigionano più di 4000 sostanze che vengono suddivise in quattro gruppi ai quali si possono ricondurre approssimativamente in altrettanti gruppi di patologie:

La nicotina - principale responsabile della dipendenza e di effetti sul cervello e sull'apparato cardiovascolare. L'azione della nicotina sull'organismo può essere così schematizzata:
aumento della frequenza cardiaca -> della pressione arteriosa -> interferenza con i meccanismi di coagulazione del sangue.

Il monossido di carbonio - riduce l'ossigeno ai tessuti e produce un aumento della vasocostrizione coronaria, della pressione e della frequenza cardiaca.

Le sostanze irritanti - principali responsabili dei danni all'apparato respiratorio come la bronchite cronica ostruttiva, peggioramento di quadri asmatici, aumentata probabilità di sviluppo di enfisema polmonare.

Le sostanze cancerogene - quali polonio 210, nichel, cadmio, radon, fenoli che possiedono alta potenzialità cancerogena possono indurre lo sviluppo di tumori ai polmoni, alla vescica, al cavo orale, alla laringe, alla faringe e al pancreas.

Fattori di rischio mancato o scarso sviluppo della disfunzione erettile e produzione degli spermatozoi. Processi di invecchiamento a carico della pelle con formazione precoce di rughe, perdita di idratazione della pelle e colorito spento anche nella persone giovani, nel cavo orale peggioramento della formazione della placca batterica con ingiallimento dei denti e aumento del rischio di gengiviti.
Il fumo inoltre altera negativamente la performance sportiva anche nei giovanissimi perché provoca un decremento della capacità polmonare e della forza muscolare. Gli effetti del tabacco sono gli stessi nei dilettanti e nei professionisti. Gli effetti del fumo derivano da due componenti: sia dalla nicotina che dal monossido di carbonio che riducono l'apporto di ossigeno nei muscoli, nei tessuti e nei vari organi e influiscono pesantemente sull'apparato cardiovascolare provando il restringimento dei vasi sanguigni periferici, causando una maggior frequenza cardiaca e della pressione arteriosa.
La donna durante la gravidanza dovrebbe smettere di fumare in quanto il fumo aumenta il rischio di aborti, di bambini nati morti, e di avere neonati sottopeso. Il fumo durante la gravidanza può causare un ritardo di crescita e di sviluppo mentale oltre che polmonare (capacità respiratoria inferiore del 10%) del bambino.
Il fumo aggrava quadri di gastrite, ulcera peptidica e morbo di Crohn
Il fumo passivo è il principale inquinante degli ambienti chiusi (molto più di un motore diesel di tipo euro 3) provocando lo sviluppo e l'aggravamento di moltissime malattie (cancro, ictus, patologie respiratorie, malattie coronariche).
Smettendo di fumare, l'apparato cardiocircolatorio è il primo a trarne beneficio in quanto:

  • dopo 8 ore aumenta la disponibilità dell'ossigeno ai vari tessuti ed organi.
  • dopo 24 ore diminuiscono i rischi di aritmia cardiache.
  • dopo 72 ore la pressione arteriosa si abbassa.
  • da 2 settimane a tre mesi la pelle migliora nel suo aspetto e nella sua elasticità, il colorito è più roseo e la funzione polmonare aumenta fino al 30% con un elevato incremento della performance sportiva sia nei giovanissimi che negli anziani.
  • Migliorano i quadri di ulcera, gastrite e reflusso gastroesofageo, si ha una normalizzazione del ritmo del sonno.
  • dopo 1 anno si dimezzano le probabilità di sviluppare un attacco cardiaco e il rischio di sviluppare una malattia tumorale progressivamente decresce.

La dipendenza da tabacco è riconosciuta come malattia dal 1988. L'Organizzazione Mondiale della Sanità l'ha inclusa nella quarta edizione del DSM (Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali) tra i ''disturbi correlati all'uso di sostanze'' e nella decima revisione internazionale delle malattie ICD X (International classification disease).
La nicotina presente nelle sigarette è in grado di modificare attraverso alterazioni neurofisiologiche il nostro cervello, dando origine alla dipendenza fisica. L'alterazione neurofisiologica, meccanismi comportamentali, emotivi e cognitivi concorrono poi allo sviluppo della dipendenza psicologica.
La cura per il tabagismo prende infatti in considerazione le due componenti principali della dipendenza da tabacco:
dipendenza fisica: che necessita di un supporto farmacologico per evitare l'insorgere di una crisi di astinenza dovuta alla sospensione del fumo
dipendenza psicologica: che necessita di un supporto psicologico per sviluppare strategie di fronteggiamento, nuovi apprendimenti e lo sviluppo di abilità, che la persona acquisisce man mano che porta avanti l'astinenza.
La dipendenza psicologica è la principale responsabile delle ricadute anche dopo molti anni di astinenza.
Di fondamentale importanza per il successo della cura per il tabagismo, oltre che il grado di dipendenza è il grado di motivazione che una persona possiede nell'intraprendere un percorso di svezzamento dalla sostanza.

Una delle convinzioni più frequenti in un fumatore che impedisce l'abbandono delle sigarette è che il danno già instaurato non è più riparabile, la ricerca ha ampiamente dimostrato che in assenza di patologie in atto, smettere di fumare consente, in un certo lasso di tempo, di tornare ai livelli di rischio dei non fumatori.

Qualora si fosse già verificato qualche danno, smettere di fumare ferma comunque la progressione e il peggioramento della malattia ed evita l'insorgere di altre complicazioni legate al fumo. Infine, la cessazione del fumo comporta un aumento dell'aspettativa di vita che è tanto maggiore quanto prima si smette. I fumatori che smettono a 60 anni guadagnano almeno 3 anni di vita. I fumatori che abbandonano le sigarette a 50 anni ne guadagnano circa 6 anni, chi ha smesso a 40 circa 9. I fumatori che hanno interrotto il consumo di tabacco prima della mezza età hanno guadagnato circa 10 anni di vita con curve di sopravvivenza simili a quelle di persone che non hanno mai fumato.
Negli ultimi anni è diventato sempre più frequente motivo di gratificazione nello smettere di fumare la consapevolezza di essere liberi da una dipendenza, di non essere più condizionati dall'avere o meno le sigarette a disposizione, di poter andare ovunque senza preoccuparsi se sia vietato fumare o no.
E' importante ricordare sempre i benefici, anche quelli che sembrano più scontati e banali, in modo che smettere di fumare non sia visto come una rinuncia ad una gratificazione, ma piuttosto come un cambiamento personale liberamente scelto che non comporta solo una rinuncia a qualcosa ma anche ad un'acquisizione di indipendenza.

Dott.ssa Giulia Generoso
Psicologo e Psicoterapeuta Centro Interdipartimentale per la Prevenzione e Cura del Tabagismo

 



info©cuoreamicomuggia.it - Associazione Cuore Amico Onlus

Muggia - TS - Via Roma, 22 Tel/Fax 040 9881912

Servizio di Segreteria: per informazioni siamo a Vostra disposizione con il seguente orario:
da Lunedì a Venerdì dalle ore 10.30 alle 12.00.