Dispositivi Elettromedicali e Sistemi Antitaccheggio

(Foto: Prof. Gianfranco Sinagra)

Pacemaker, defibrillatori impiantabili e sistemi anti-taccheggio: cautela ma non allarmismo. In seguito alle richieste di chiarimenti si precisa che effettivamente esiste un rischio teorico che i sistemi antitaccheggio, presenti all'uscita di molte attivita' commerciali (grandi magazzini, supermercati, ecc) possano causare interferenze con i dispositivi impiantabili (pacemaker e defibrillatori). E' necessario tuttavia precisare che la probabilita' che cio' si traduca in reali rischi per il paziente o per i dispositivi e' estremamente bassa; sono stati pubblicati episodici casi (in tutti gli Stati Uniti, dove sono stati impiantati milioni di dispositivi, sono stati segnalati 49 casi in 10 anni), di pazienti andati incontro ad episodi sincopali mentre sostavano in prossimita' di tali sistemi. Tali segnalazioni peraltro si riferiscono soprattutto agli anni '90 ed alla prima meta' degli anni 2000, quando i dispositivi non disponevano degli attuali sistemi di filtrazione dei segnali elettrici. Le eventuali interferenze sono comunque transitorie e presenti solo durante l'attraversamento delle colonnine dei sistemi antitaccheggio. I soggetti piu' a rischio sono quelli in cui il battito cardiaco e' costantemente dipendente dal pacemaker e quelli portatori di defibrillatore impiantabile (ICD). Perche' si verifichino interferenze e' tuttavia necessario che il paziente sosti per un periodo di tempo sufficientemente lungo (parecchi secondi) all'interno del campo magnetico. Il semplice attraversamento, anche lento, all'interno del campo elettromagnetico non viene rilevato dai dispositivi e non crea alcun tipo di problema. A Trieste vengono annualmente controllati circa 3500 dispositivi tra pacemaker e defibrillatori, analizzando le memorie presenti all'interno dei dispositivi, senza che siano mai stai rilevati problemi di tale tipo. Le linee guida della Societa' Americana di Elettrofisiologia, pubblicate ancora nel 2001, consigliavano ai pazienti di "camminare normalmente, e non lentamente, attraverso i sistemi antitaccheggio ed evitare di sostare tra le colonne e rimanervi a stretto contatto". La Food and Drug Administration americana ha disposto che tali sistemi vengano opportunamente segnalati, cosi' che i pazienti possano prendere le opportune precauzioni; inoltre, non devono essere posizionati in prossimita' di zone in cui e' prevista la sosta, come scaffali o la cassa, ed evitare che vengano "camuffati" da cartelli pubblicitari. Non risulta vi siano, a livello europeo ed italiano, disposizioni legislative specifiche a tale riguardo. Non sembrerebbe necessario, comunque, rendere obbligatoria la presenza di uscite alternative, come suggerito da alcuni utenti, quanto piuttosto un'adeguata segnalazione dell'allocazione dei sistemi antitaccheggio ed il posizionamento degli stessi lontano da zone in cui possa essere prevista la sosta prolungata dei clienti.

Dr. Massimo Zecchin
Prof. Gianfranco Sinagra
Dipartimento Cardiovascolare Azienda Ospedaliero Universitaria Trieste

Trieste 4 novembre 2011



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