Le giornate del cuore di Trieste

(Foto: Sabino Scardi)

 Gran successo a Trieste e in provincia della manifestazione

Le Giornate del Cuore organizzate, su invito dell’Heart Care Foundation dell’ANMCO, dal Centro Cardiovascolare di Trieste in collaborazione con l’ALLEANZA TRIESTINA DEL CUORE costituita da tutte le associazioni di volontariato a favore dei cardiopatici: Amici del Cuore, Club Sweet Heart-Dolce Cuore, Cuore Amico di Muggia, Gruppo Volontari Duino-Aurisina-Santa Croce e con la collaborazione tecnico-scientifica di Fondazione Pfizer.
Numerosi Enti Locali e Industrie Farmaceutiche hanno messo a disposizione i fondi economici, il materiale educazionale e le apparecchiature sanitarie. Ringraziamo in particolare la Roche Instruments. Queste giornate hanno voluto ricordare alla Città e alla sua provincia che il 2004 è stato dichiarato Anno del Cuore dal Ministero della Salute per sensibilizzare la popolazione sulla gravità ed attualità del rischio cardiovascolare e promuovere la cultura della prevenzione cardiovascolare.
Le giornate triestine del Cuore si sono svolte nei giorni 23 e 24 Ottobre 2004 per offrire ai cittadini della provincia l’opportunità di accedere ad un test di valutazione del Rischio Globale.

(Foto: Giornate del Cuore di Trieste)

Programma delle attività

La manifestazione è stata preceduta il giorno 22 da un Convegno dedicato al personale infermieristico e agli assistenti sanitari del Friuli Venezia Giulia sull’Opportunità di Utilizzare il personale non medico nella prevenzione primaria e secondaria della cardiopatia ischemica a cui hanno partecipato 182 infermieri e assistenti sanitari della Regione.
Il 23 ottobre Simposio sulla Prevenzione Cardiovascolare dedicato alla popolazione preceduto dal saluto delle Autorità. Il Simposio ha visto interventi in qualità di relatori di Paolo Da Col (Direttore Sanitario della ASS1), Bartolo Zingone (Primario Cardiochirurgo del Polo Cardiologico di Cattinara),Franco Valagussa (Presidente dell’Heart Care Foundation), Sabino Scardi (Primario del Centro Cardiovascolare). Alla fine del Simposio la Signora Rosanna Illy (consorte del Governatore regionale Dott. Riccardo Illy) e il Presidente della Commissione Regionale Sanità Dott. Sergio Lupieri hanno tagliato il classico nastro che dava accesso al PERCORSO DELLA SALUTE.
Questo era costituito da una serie di 11 gazebo in ciascuno dei quali erano misurati: il peso corporeo, la massa corporea, la colesterolemia, la glicemia, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, l’attività fisica, il fumo (con spirometria e determinazione del monossido di carbonio), previa compilazione di un questionario sulle abitudini di vita dell’utente.
Alla fine del percorso, nello stand della Fondazione Pfizer i dati erano immessi nel software dei computers di 4 postazioni, con cui si derivava il rischio globale individuale a 10 anni in base alla carta italiana del rischio elaborata dal Ministero della Salute. Seguiva poi un colloquio con il cardiologo che consegnava al cittadino i risultati del ceck-up e, in base alla situazione di rischio, consegnava il materiale educazionale opportuno ideato da Fondazione Pfizer.
Ulteriori suggerimenti erano dati al cittadino se il suo rischio a 10 anni superava il 20%, da condividere col suo medico curante.

Le giornate del cuore

Domenica 24 Ottobre si è svolta “La camminata del cuore” aperta a tutta la cittadinanza per le strade della città di Trieste e delle cittadine di Muggia e San Dorligo.
Oltre che nella piazza principale di Trieste sono stati allestiti gazebo anche nelle cittadine di Muggia, S Dorligo della Valle, Aurisina, Opicina, anche questi dotati di postazione informatica con analogo software di calcolo e raccolta dei dati.
Alla fine delle manifestazioni, sono stati valutati ben 1107 cittadini con età media di 64 anni (minima 14 massima 95), aderendo su base volontaria. I dati sono stati inseriti in forma anonima.
Non sono stati raccolti dati circa gli eventuali trattamenti farmacologici, il controllo dell’errore random (mediante il campionamento) e di quello sistematico (mediante il controllo dei bias) non rientravano nello spirito dell’iniziativa. I dati raccolti dalle varie postazioni sono stati quindi accorpati ed analizzati in maniera aggregata.
Le variabili categoriche sono state descritte mediante frequenze e grafici a torta (sesso, fumo, diabete, scolarità, professione), mentre le variabili continue mediante media, deviazione standard ed istogrammi. Le variabili colesterolo totale pressione sistolica e BMI sono state categorizzate secondo i cut-off di riferimento (Colesterolo 2, Pressione Arteriosa 3, BMI 4).
Dall’analisi sono stati esclusi tutti i pazienti che riferivano di avere avuto in precedenza un evento cardiovascolare maggiore (IMA o Ictus).
In accordo con lo spirito dell’iniziativa non è stata effettuata alcuna valutazione inferenziale.

Risultati

La tabella I riassume le caratteristiche dei cittadini che hanno aderito all’iniziativa.

Tabella I
  maschi femmine totale
    503; 604 1107
Età,anni,media(DS) 60.7 (14.2) 62.7 (13.1) 61.8 (13.6)
Colesterolo totale, mg/dl; media (DS) 200.6 (44.7) 209.7 (45.9) 205.6 (45.6)
Pressione Sistolica, mmHg; media (DS) 142.8 (20) 140.3 (21.8) 141.4 (21.1)
*Pressione Diastolica, mmHg; media (DS) 83.8 (12.2) 82.4 (13.7) 83 (13.1)
*BMI,kg/m^2; media (DS) 26.3 (3.5) 25.4 (4.1) 25.8 (3.9)
Diabete n(%) 52 (10.3) 32 (5.3) 84 (7.5)
Fumo n(%) 69 (13.7) 58 (9.6) 127 (11.4)
* i valori di Pressione Diastolica e BMI a 747 osservazioni

La figura 1 descrive la distribuzione dell’età dei cittadini partecipanti. L’istogramma dei maschi in azzurro, è posto in secondo piano rispetto a quello delle femmine (rosa trasparente). Il più giovane ha 14 ed il più anziano 95 anni. La mediana complessiva (maschi e femmine) è di 64 anni: ciò significa che il 50% dei cittadini aveva almeno 64 anni.
La figura 2 descrive la distribuzione delle classi dei livelli di colesterolo totale rilevati nei maschi e nelle femmine.
Il 18% dei maschi era portatore di livelli plasmatici superiori a 240 mg/dl; la percentuale saliva al 25% nelle femmine. Una percentuale simile di maschi e femmine aveva dei livelli compresi tra 200 e 240 mg/dl.

Figura 1 Figura 1 Figura 2 Figura 2
Figura 3 Figura 3 Figura 4a Figura 4a

La figura 3 mostra la distribuzione delle classi di BMI nei maschi e nelle femmine. Circa la metà dei cittadini aveva Indici di Massa Corporea compatibili con un peso normale (BMI < 25 Kg/m2), mentre il 40% dei soggetti mostrava indici compatibili con sovrappeso (BMI 25-30 Kg/m2). Il 13% delle femmine ed il 9% dei maschi avevano valori di BMI compatibili con obesità (BMI >= 30 Kg/m2).
Le figure 4a e 4b mostrano la distribuzione dei livelli di Pressione Sistolica e Diastolica classificati in base ai criteri indicati dal European Society of Hypertension. In base a tali criteri il 19 % dei soggetti aveva dei livelli pressori ottimali o comunque normali, mentre circa il 64 % riportava valori alterati. L'alterazione più frequente era l'Ipertensione lieve (PAS 140-159 o PAD 90-99 mmHg) che interessava il 42 % dei partecipanti. Il 10 % dei soggetti mostrava dei livelli compatibili con Ipertensione severa (PAS >= 180 o PAD >= 110 mmHg). Il 33 % dei soggetti con Pressione Diastolica normale (PAD < 90 mmHg) mostrava livelli compatibili con Ipertensione sistolica isolata (PAS >= 180 mmHg).

Figura 4b Figura 4b Figura 5 Figura 5
Figura 6 Figura 6 Figura 7 Figura 7

La figura 5 descrive la prevalenza complessiva del diabete (riferito) che è stata pari al 7,5%. Tra i maschi la percentuale dei diabetici è stata del 10%; circa la metà tra le femmine (5%).
La figura 6 descrive la prevalenza del fumo di sigaretta tra i partecipanti. Complessivamente 11.4% dei soggetti ha riferito di fumare; percentuale lievemente maggiore nei maschi (14%) rispetto alle femmine (10%). La figura 7 descrive la distribuzione del rischio globale calcolata mediante l’algoritmo delle carte italiane del rischio (1). Complessivamente 18,5% dei partecipanti ha mostrato un valore >= 20%. La percentuale maggiore di soggetti con un rischio >= 20% è stata rilevata nei maschi (33%), nelle donne invece la percentuale é risultata del 6,5%.

Discussione

Compatibilmente con lo scopo ed i limiti di questa indagine può essere tentato qualche confronto con i valori descritti nella recente pubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità (1), almeno nella fascia d’età compresa tra i 65 e 74 anni della popolazione del Nord-Est. In questo studio è emerso che il 64% dei partecipanti aveva valori di pressione arteriosa alterati compatibili con Ipertensione lieve, moderata o grave. Nello studio dell’ISS sono descritti come ipertesi (Borderline e Ipertesi) circa l’80% dei soggetti.
Per quanto riguarda il colesterolo totale, confrontando i nostri dati con quelli dell’ISS, le percentuali di borderline (200-240 mg/dl) sono molto simili sia tra i maschi che tra le femmine; e sono pure simili le percentuali di ipercolesterolemici (> 240 mg/dl) sia tra i maschi che tra le femmine.
La percentuale di diabetici (10.3 e 5.3% per maschi e femmine) è risultata inferiore a quella riportata dallo studio ISS (17 e 12% per maschi e femmine). Tale diversità è verosimilmente dovuta al fatto che i criteri diagnostici nello studio ISS erano basati sul valore glicemico > 126 mg% o sulla assunzione di una terapia ipoglicemizzante mentre nella nostra indagine la diagnosi di diabete mellito é stata riferita dai pazienti. Ammesso che la risposta dei pazienti sia corretta, è da ipotizzare che la differenza rifletta la quota di diabete sommerso o non diagnosticato.
A parziale conforto di questa ipotesi vi è anche il dato del fumo di sigaretta che è abbastanza simile: 13,7 e 9,6% nei maschi e nelle femmine rispettivamente nella nostra indagine e 17 e 10% rispettivamente nello studio ISS.

Conclusioni

In conclusione, dall’indagine è emerso che il 9% delle donne e il 14% degli uomini sono risultati fumatori, il 5% delle donne e il 10% dei maschi avevano il diabete mellito anamnestico, il 38% delle donne e il 35% degli uomini avevano una colesterolemia superiore a 200 mg e ben il 25% delle donne e il 18% degli uomini un valore superiore a 240 mg/dl. Solo il 60% delle donne e il 54% degli uomini avevano valori desiderabili di pressione arteriosa, mentre il 39% di tutto il campione è risultato in soprappeso e il 10% francamente obeso.
Pertanto con tutti i limiti insiti nelle iniziative di questo tipo è da sottolineare l’elevato valore di molti fattori di rischio in molti cittadini che hanno aderito all’iniziativa. In base alla Carta Italiana del Rischio Cardiovascolare il 45% delle donne e il 78% degli uomini del campione esaminato ha una probabilità di sviluppare un evento cardiovascolare a 10 anni del 5%, mentre il 2% delle donne e ben il 16% degli uomini una probabilità decisamente elevata (superiore al 30%).
Ciò richiede uno sforzo congiunto da parte delle Autorità Sanitarie e soprattutto dei cittadini per un maggior impegno nella lotta ai fattori di rischio cardiovascolare utilizzando adeguati stili di vita e a volte anche i farmaci per combattere quella che è ancora definita la principale malattia del terzo millennio.
Ho il dovere di ringraziare il personale delle Associazioni di Volontariato, tutto il personale medico ed infermieristico che volontariamente hanno profuso energie per la realizzazione, in una giornata di bora triestina, di questa prima iniziativa di così ampio spettro nella provincia di Trieste.
Un grazie particolare al Dott. Giovanni Pescarin e al Dott. Giovanni Bader della Fondazione Pfizer per le elaborazioni statistiche dei risultati.


dr. Sabino Scardi
Primario Centro Cardiovascolare



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